Giovedì, 13 Febbraio 2014 19:25

“Sotto una buona stella”: l'ultimo film di Carlo Verdone

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Carlo Verdone ritorna nel ruolo di regista e attore con la nuova pellicola: "Sotto una buona stella", a detta di Verdone un film diverso, ma che attinge dalle precedenti pellicole come "Borotalco" e "Un Sacco Bello". 
 
Federico Picchioni, uomo d'affari di successo, è fidanzato con Gemma (Eleonora Sergio), una giovane ragazza, con la quale convive, mentre i figli, Lia (Tea Falco) e Niccolò (Lorenzo Richelmy) abitano con la madre gravemente malata. Quando l'ex moglie, verrà a mancare, sarà una tragedia, i due figli si trasferiranno a casa di Federico, creandogli non pochi problemi con la compagna, fino al giorno in cui Gemma non deciderà di andare via di casa. Incompatibilità secondo Gemma, e l'arrivo dei figli è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nell'appartamento accanto, si è trasferita una nuova vicina, un po' bizzarra ma simpatica, che piace soprattutto ai figli e che pian piano entrerà a far parte sempre di più della famiglia Picchioni. 
 
Verdone con questo film, vuole raccontare i disagi della famiglia comune degli anni zero, i problemi e i rapporti difficili di un padre poco presente con i figli, cresciuti in modo diverso e senza una guida. Analizzando i due ragazzi, Niccolò e Lia, possiamo notare che in entrambi c'è la ribellione, trasmessa in due arti diverse, musica e poesia, le quali si completano a vicenda. Niccolò è un cantautore, compone canzoni dalla mattina alla sera e non vuole lavorare, per lui è questo il suo lavoro. Lia è un’aspirante poetessa, amante della beat generation, ha una figlia, e imprime il suo dolore su carta e penna. Entrambi come avrete capito, esprimono un disagio verso la società, verso il padre e soprattutto, cercano di colmare in qualche modo il grande vuoto lasciato dalla madre. 
 
Federico, per una truffa di un suo collega, perde il lavoro ritrovandosi disoccupato, con due figli a carico e una nipote. Comincerà così una nuova vita per lui, la vita dura che aveva vissuto in precedenza l'ex moglie, fatta di difficoltà economiche, quella vita da cui era sempre fuggito. Un cammino verso la maturità per il nostro protagonista, che lo porterà nel tempo al miglioramento, dimostrando a se stesso e ai suoi figli che si può sbagliare ma anche rimediare e rendere migliore il presente e il futuro, perché il passato è qualcosa che non si può modificare. 
 
Carlo Verdone e Paola Cortellesi hanno dimostrato di essere una coppia cinematografica esplosiva, fatta di botta e risposta efficaci e dalla grande capacità di improvvisazione, visti i numerosi sketch nati direttamente sul set. Lorenzo Richelmy e Tea Falco sul set hanno dimostrato di essere inossidabili e ben bilanciati, perfetti nel ruolo di fratelli. Eleonora Serio, dimostra nelle sue poche scene di essere una simpatica attrice da commedia in grado di lasciare l'impronta anche in ruolo breve. 
 
Il film, come scenografie, risulta all'occhio troppo teatrale, infatti le location appaiono troppo finte per un contesto, un soggetto e una sceneggiatura dal tono importante. La fotografia risulta essere un buon compromesso tra nuova e vecchia scuola, ma sono gli spazi a essere troppo piccoli e gestibili solo nell'arco di pochi passi. Il montaggio è funzionale al film, scorrevole e intuitivo per l'occhio. La colonna sonora non rispecchia propriamente tutte le emozioni del film, si può notare infatti un sottofondo troppo allegro anche nei momenti drammatici. Il film però non si avvale di essere una commedia, e una commedia non deve per forza far ridere sempre, e questo Verdone lo sa bene, e dimostra di essere sempre in grado di fare buon cinema. Tornando al soggetto e alla sceneggiatura, il film è scritto bene, e caratterizza bene i personaggi e la storia, soprattutto grazie alle immagini. 
 
Carlo Verdone era presente con l'intero cast e Aurelio De Laurentis, durante la Conferenza Stampa, nella quale il regista ha avuto modo di raccontare parecchie chicche sul film. La prima è che il film è stato girato in tre mesi, ed è totalmente una follia girare un film in così poco tempo, ma è lo stesso fiero, perché è riuscito a regalare in così poco tempo un nuovo film ai suoi spettatori, e tutti, dalla troupe al cast, hanno dato il massimo della disponibilità e della professionalità per realizzarlo. Verdone racconta anche del suo racconto con Allen Ginsberg, padre della beat generation, grazie al quale ha avuto l'illuminazione, pensando ai suoi ricordi passati, per il personaggio di Lia e lo sketch dell'incontro tra poeti che vedrete nel film. Verdone si sente rassicurato sulla scelta del cast, spiegando che questo, è uno dei migliori cast avuto nella sua carriera. Un paragone importante, visti i nomi di Mario Brega e Sora Lella ufficialmente entrati nell'immaginario romano e della comicità italiana. 
 
Il film non è assolutamente autobiografico e Verdone, si ritiene fortunato a non aver avuto determinati problemi, ma vista l'attuale situazione italiana, la crisi e tutto il resto, ci teneva a regalare alle persone un film che potesse aiutare le famiglie a risollevarsi dai mille problemi che arrivano dalla vita ogni giorno. Il regista ci tiene a elogiare soprattutto Paola Cortellesi che non risulta essere una spalla, ma la vera e propria protagonista del film, e utilizza per lei il termine "baricentro". In conclusione, un film gestito in poco tempo ma che merita di essere visto al cinema, un lavoro che non regge il confronto con il vecchio ma che non disturba lo spettatore, il quale uscirà lo stesso divertito dal cinema.
 
 
 
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Letto 371 volte Ultima modifica il Giovedì, 13 Febbraio 2014 19:28
Antonio Preziosi

RUOLO: Redattore

CURRICULUM:  Laureando al DAMS Roma 3 settore cinema

CITAZIONE: "Sii il migliore. Niente negatività. Nessuna debolezza. Nessun acconsentimento alla paura o al disastro. Niente errori da ignoranti. Nessuna evasione dalla realtà." - Jeff Buckley

LA MIA STORIA: Sono un aspirante regista e musicista, amo il cinema e la musica e sono le uniche due cose in cui credo fermamente. Sono cresciuto tra i film, dai generi più disparati tra cui quelli di Wes Anderson, Monicelli, Kevin Smith e Christopher Nolan. Per la musica sono un grande amante dell'Hip Hop e del Rock e non sono mai riuscito a considerarle due culture separate essendo entrambe parte di me. Da poco è uscito il mio primo EP da Rapper (Gretchen Insomniac) intitolato "Tribute EP" ed è il mio esordio musicale  dove mi divido in un doppio ruolo Rapper/Screamer.  

SCRIVIMI: canzonidegliannizero@live.it